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mercoledì 28 febbraio 2018

Portovenere


Porto Venere è un comune italiano di circa 3600 abitanti in provincia di La Spezia.
La sua espansione territoriale urbana è la minore minore di tutta la provincia.
Nel 1997 Portovenere assieme alla Palmaria, al Tino, al Tinetto e alle Cinque Terre (Riomaggiore, Manorola, 
Corniglia, Vernazza e Monterosso) è stato inserito tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.  
In foto tramonto sulla chiesa di San Pietro che è pure "il cristiano tempio" citato
nella poesia di Eugenio Montale.


Portovenere

Eugenio Montale

Là fuoresce il tritone
dai frutti che lambiscono
le soglie d'un cristiano
tempio, ed ogni ora prossima 
è antica. Ogni dubbiezza
si conduce per mano 
come una fanciuletta amica.

Là non è chi si guardi
o stia di se in ascolto.
Quivi sei alle origini
e decidere è stolto:
ripartirai più tardi per assumere un volto.



Vista dal sentiero n.1: Alta via dei Monti Liguri della Palmaria e del Tino



Vista da San Terenzo della Palmaria e del Tino


Un suggestivo e tradizionale evento di Portovenere si svolge ogni anno il 17 Agosto. La devozione verso la Madonna Bianca nasce nel 1399 anno in cui secondo la leggenda popolare l'icona della Vergine Maria, secondo le intenzioni di un certo Lucciardo, 
avrebbe liberato Portovenere allora infestato dalla peste.
In tale occasione il promontorio dove sorge la chiesa di San Pietro è illuminato da svariate fiaccole e l'icona della Madonna Bianca viene portata in processione per le vie del borgo.




mercoledì 31 gennaio 2018

Brescello


C'era una volta un paesino chiamato Brescello, vi raccontiamo ancora questa favola sempre uguale e sempre diversa perché sempre diversi ma sempre uguali sono il parroco Don Camillo e il sindaco Peppone i fieri capi delle due opposte fazioni. 
Brescello visto da destra è il paese di Don Camillo. Visto da sinistra è il paese di Peppone visto dall'alto è un paese dove gli avversari si battono duramente ma senza diventare nemici e la voce della coscienza ha sempre l'ultima parola.

Ricordate i primi anni del dopo guerra? 
Don Camillo allora era un prete d'assalto e Peppone un sindaco di sfondamento.

Peppone                                                                Don Camillo



- Grazie a Dio ci siamo - D.C.
- e grazie a questo buono a niente eh - P.
- Di un bel macchinario veh..- D.C.
- A per certe cose i Tedeschi sono degli assi! - P.
- Specialmente quando sono Americani ! - D.C.
- Mmh - P.
- Ma tu ci capisci qualcosa qui dentro ? - D.C.
- A si si si - P.
- Quel coso lì cos'è? - D.C.
- A questa è la marcia, questo è il cingolo destro, questo il cingolo sinistro.. - P.
- ee questo a che serve? - D.C.
- Quale? - P.
- Questo. - D.C.
- Questo qui? - P.
- Eh - D.C.
- A questo dovrebbe essere il coso.. - P. 

BOOM !!




- Fratelli, sono addolorato di non poter celebrare l'ufficio divino ma sono vicino a voi per elevare una preghiera verso l'alto dei cieli. Non è la prima volta che il fiume invade le nostre case. Un giorno però le acque si ritireranno ed il sole ritornerà a splendere, allora ci ricorderemo della fratellanza che ci ha unito in queste ore terribili e con la tenacia che Dio ci ha dato ricominceremo a lottare perché il sole sia più splendente, perché i fiori siano più belli e perché la miseria sparisca dalle nostre città e dai nostri villaggi. Dimenticheremo le discordie e quando avremo voglia di morte cercheremo di sorridere così tutto sarà più facile e il nostro paese diventerà un piccolo paradiso in terra. 
Andate fratelli io rimango qui per salutare il primo sole e portare a voi lontani con la voce delle vostre campane il lieto annuncio del risveglio, che il Dio vi accompagni.. e così sia. - D.C.




(cit. Don Camillo e l'Onorevole Peppone, Il compagno Don Camillo, Il ritorno di Don Camillo.)

lunedì 4 maggio 2015

Levanto.


Levanto è un comune italiano di antica fondazione in provincia di La Spezia,
adagiato in una piccola valle ricca di ulivi e viti si affaccia direttamente sul mare.













martedì 14 aprile 2015

Streets photography.


Incatenati.



Il libraio.



Il brindisi.



Salto mortale.




1x3



Balloons Art.



Families.



Fermi e sorridete!


domenica 1 marzo 2015

Duplicatio scacherii.



La leggenda degli Scacchi.


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C'era una volta un ricchissimo Principe indiano. Le sue ricchezze erano tali che nulla gli mancava ed ogni suo desiderio poteva essere esaudito. Mancandogli però in tal modo proprio ciò che l'uomo comune spesso ha, ovvero la bramosia verso un desiderio inesaudibile, il Principe trascorreva le giornate nell'ozio e nella noia. Un giorno, stanco di tanta inerzia, annunciò a tutti che avrebbe donato qualunque cosa richiesta a colui che fosse riuscito a farlo divertire nuovamente.

A corte si presentò uno stuolo di personaggi d'ogni genere, eruditi saggi e stravaganti fachiri, improbabili maghi e spericolati saltimbanchi, sfarzosi nobili e zotici plebei, ma nessuno riuscì a rallegrare l'annoiato Principe. Finché si fece avanti un mercante, famoso per le sue invenzioni.
Aprì una scatola, estrasse una tavola con disegnate alternatamente 64 caselle bianche e nere, vi appoggiò sopra 32 figure di legno variamente intagliate, e si rivolse al nobile reggente: "Vi porgo i miei omaggi, o potentissimo Signore, nonché questo gioco di mia modesta invenzione. L'ho chiamato il gioco degli scacchi".

Il Principe guardò perplesso il mercante e gli chiese spiegazioni sulle regole. Il mercante gliele mostrò, sconfiggendolo in una partita dimostrativa. Punto sull'orgoglio il Principe chiese la rivincita, perdendo nuovamente. Fu alla quarta sconfitta consecutiva che capì il genio del mercante, accorgendosi per giunta che non provava più noia ma un gran divertimento! Memore della sua promessa, chiese all'inventore di tale sublime gioco quale ricompensa desiderasse.

Il mercante, con aria dimessa, chiese un chicco di grano per la prima casella della scacchiera, due chicchi per la seconda, quattro chicchi per la terza, e via a raddoppiare fino all'ultima casella. Stupito da tanta modestia, il Principe diede ordine affinché la richiesta del mercante venisse subito esaudita. Gli scribi di corte si apprestarono a fare i conti, ma dopo qualche calcolo la meraviglia si stampò sui loro volti. Il risultato finale, infatti, era uguale alla quantità di grano ottenibile coltivando una superficie più grande della stessa Terra! Non potendo materialmente esaudire la richiesta dell'esoso mercante e non potendo neppure sottrarsi alla parola data, il Principe diede ordine di giustiziare immediatamente l'inventore degli scacchi.


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